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"Il mito di Plutone e Proserpina"

Da Akka, Sezione Cultura
Inviato il Lun 29 Settembre, 2008 alle 12:05:20 PM CET
Arte

Akkademia dei Prossimali  International Promoting  Art & Nature Onlus presenta:
"Il mito di Plutone e Proserpina" Mostra - Installazione di Claudia Renzi
4 - 30 ottobre 2008  Inaugurazione sabato 4 Ottobre 2008 ore 18,00
Galleria Akka - Ba  Via Alcamo,4 Roma tel.06.7014551
Orario: mart, merc, giov  16.30 - 19.30  Su appuntamento 348.8234157
www.akkaprossimali.it - akkademia@tiscali.it

  IL MITO DI PLUTONE E PROSERPINA di Anna Maria Baratto

Il Viaggio, il Melograno, il Chicco di grano: ecco i protagonisti del Mito di Plutone e Proserpina o, se preferite, del mito di Ade e Persefone. Sullo sfondo Cerere ( o Demetra). Dèi greci o romani, che importa? Cambiano i nomi, ma non la favola, che poi soltanto favola non è. La favola, di solito, nasce dal capriccio di una mente moraleggiante: l'invenzione per insegnare che qui sta il bene, lì sta il male. Il mito è molto di più. Il mito è una trasposizione della realtà, un'antologia di simboli che crescono giorno dopo giorno, bocca dopo bocca, per spiegare il vissuto quotidiano e con esso tutto ciò che comprendiamo limitatamente. Come far capire un evento, un fatto? Occorre attribuirlo ad una causa che opera secondo i meccanismi umani, ma su scala incommensurabile, con una potenza "divina". Se era difficile nell'antichità spiegarsi il sole o la luna od il tuono, immaginiamo com'erano imbarazzati i nostri progenitori nel descrivere il ciclo annuale del grano! Ed ecco, Deus ex machina, ci si rivolgeva al mito: seducente, fascinoso, per sua stessa natura innegabile. Il chicco di grano che scompare nella terra, diviene la dolce Proserpina sprofondata nell'Ade dal suo sposo-rapitore Plutone. Proprio come il chicco, all'alternarsi delle stagioni, Proserpina lascerà il suo mesto regno ctonio, per riapparire sulla terra. E' l'unico compromesso possibile concesso da Giove alle lacrime di Cerere, la madre che, a tutti i costi, vuole rivedere sua figlia. Colpa del melograno-spiega Giove- Proserpina ne ha mangiato, non ha rispettato le leggi del Regno dei morti! I suoi semi-rubini l'hanno perduta per sempre! Ma sarà poi vero che la dolce Proserpina è divenuta una regina addolorata? Seguite il racconto squisitamente ironico di Claudia Renzi e vi accorgerete che anche i miti più consolidati possono essere riveduti e corretti, cosa che, del resto, è una prerogativa di questi racconti fantastici! Per Renzi, Plutone si presenta come un bellissimo giovane, dove sta scritto infatti che Plutone fosse brutto o vecchio? Fratello di Giove e Nettuno, non poteva essere tanto male. Per cui, come nelle migliori favole, quando si toglie la maschera, Proserpina ne rimane affascinata e non rimpiange poi tanto la mamma e la bella Terra fiorita e luminosa. Vola il racconto sulle pagine inchiostrate dall'artista. Ottanta tavole per narrare uno dei miti più complessi, dalle varie chiavi di lettura. Il Viaggio è un tema importante, multiforme e caleidoscopico: dalla storia babilonese di Gilgamesh, alle avventure di Ulisse, dalla spiritualità di Dante, alla vicenda del Cristo. Il Viaggio del chicco di grano che attraversa il buio profondo per rivedere il sole, non è che la metafora del viaggio che ciascun uomo compie per ritrovare il proprio Sé. La Renzi interpreta con accattivante ironia la storia e la trasforma in fatto artistico, infiorandola di balloom divertenti e divertiti. Fulcro dell'azione scenica un grande quadro dalla forte valenza cromatica, ritratto di Plutone e Proserpina realizzato ad olio, al centro di una scenografia scarna che parla di autunno e di foglie morte. Lo spettatore è costretto ad interrompere la narrazione circolare: ne segue un momentaneo spiazzamento che, per un attimo, lo conduce via da quel condotto-meandro nel quale l'artista lo ha saputo imprigionare. Di grande impatto emotivo: un viaggio "molto bene organizzato" che si offre per esametri, formando un distico elegiaco armonioso e duttile, dove la pausa ritmica centrale si nutre della quiete di un bosco, rotta dal suono sordo e guardingo del frutto maturo che cade.

< "Pazzi in Parteza" - Regia Claudio Insegno - Teatro Agorą Roma

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