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Con le 60 repliche di Tosca rappresentate da marzo a maggio e le duecento che si appresta a mettere in scena da settembre 2007 fino a maggio 2008, oltre ad entrare di diritto nel Guinness dei primati per quanto riguarda la tenitura di un titolo operistico, il Piccolo Lirico (Teatro Flaiano) di Roma, diventa a tutti gli effetti un "Teatro d'Opera". The Independent, nella primavera scorsa, ha scritto che la Piccola Lirica del Teatro Flaiano è tra le top ten must see must do in Italy. Altra curiosità consiste nel fatto che tutto lo staff (regia, scene e costumi) è al femminile, come i musicisti dell'orchestra e il loro direttore.
L'opera che viene riproposta, visto il gradimento ottenuto nella prima parte della stagione, è "Tosca" di Giacomo Puccini, con la partecipazione di più compagnie di canto che si alterneranno tutte le sere per un totale di oltre duecento repliche, la regia di Rossana Siclari e la direzione d'orchestra di Elisabetta del Buono, i costumi di Carla Fonzi Cruciani e le scene di Rubin Fly. Il capolavoro pucciniano è in scena in uno dei teatri storici della Capitale che, sia pure di prestigio, è considerato di piccole dimensioni, viene eseguita da cantanti selezionati attraverso audizioni iniziate già dalla scorsa stagione ed è eseguita dal vivo da un'orchestra di piccole dimensioni nell'organico, ma di grande resa musicale, grazie alla nuova tecnologia e alla cura del disegno audio. Inoltre, come tutti i lavori rappresentati dalla Piccola Lirica fin dal 1999, anche la Tosca, pur nel rispetto della musica e del racconto drammaturgico, ha la durata di 90 minuti: una sorta di pocket-size shakespeariani, analizzati, riletti, scomposti e ricomposti: una Piccola Lirica che nulla toglie all'incanto del melodramma, ma piuttosto aggiunge tutto l'incantesimo del teatro, con suggestioni e riferimenti storici non contenuti nei libretti. La sfida riguarda anche la scenografia: partendo dalla tradizione squisitamente teatrale, nel pensiero, nella tecnica costruttiva, nelle manualità, nei trucchi e negli aspetti artistici, la ricerca è volta verso il segno simbolico: Tosca al Flaiano resta imponente nei luoghi dell'azione mentre i centimetri sfidano lo spazio con la forza della percezione e i costumi, rispettosi dell'epoca e appositamente creati per i personaggi, sono frutto anch'essi di una ricerca storica, suggestiva e adeguata ai caratteri e alle situazioni : "Questa prospettiva è attuale e segnerà una svolta nella storia delle rappresentazioni liriche. L'opera deve uscire dai suoi teatri immensi, dove un posto a sedere costa una fortuna, e i giovani, abituati ai primi piani del cinema e della televisione, non riescono neanche a discernere i tratti dei cantanti, lontani come sono dal palcoscenico e dall'orchestra. L'opera deve fare una cura dimagrante, riconquistare l'intimità dei piccoli teatri". (Maestro Gian Carlo Menotti, compositore e fondatore del Festival dei Due Mondi, Spoleto).
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