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Accademia di Francia: Amare la letteratura

Da scoop, Sezione Cultura
Inviato il Sab 11 Novembre, 2006 alle 05:57:30 PM CET
Arte

Amare la letteratura
Dal 14 novembre 2006 al 27 novembre 2007
Accademia di Francia a Roma - Villa Medici

C O M U N I C A T O   S T A M P A

Martedì 14 novembre 2006 alle ore 19:30, l'Accademia di Francia a Roma inaugura nel Grand Salon di Villa Medici il ciclo di letture in francese Amare la letteratura - nove appuntamenti mensili, ogni martedì - organizzato e curato dallo scrittore francese Olivier Rolin.

"Amare la letteratura", diceva Roland Barthes negli appunti dei suoi corsi al Collège de France, raccolti e pubblicati sotto il titolo la Préparation du roman, "significa dissipare, nel momento della lettura, ogni dubbio sul suo presente, la sua attualità, l'immediatezza, significa credere, vedere che è un uomo reale quello che parla, come se il suo corpo fosse realmente qui accanto a me". Questa fede nell'attualità, nella presenza (quasi) fisica della letteratura, la passione per la letteratura vivente, sono quanto vorremmo condividere. Alcuni autori contemporanei (Jean-Christophe Bailly, François Bon, Bernard Comment, Jean Echenoz, Pierre Michon, Jean Rolin, me medesimo, Jean-Philippe Toussaint, ai quali si unirà Mathias Enard, borsista di Villa Medici), selezioneranno brani degli scrittori che prediligono (da Camus a Rabelais, passando per Proust, ma anche Kafka e Varlam Chalamov). Verranno letti da loro e da alcuni importanti attori. Li commenteranno, spiegheranno le ragioni della loro scelta, faranno accostamenti e si lasceranno andare a vagabondaggi intertestuali (Chalamov, ad esempio, di cui sceglierò alcune pagine dei Récits de la Kolyma, potrebbe condurci a Dostoevskij e Tchechov, come anche a Primo Levi e a Robert Antelme. La libertà, la fantasia, la soggettività e la piacevolezza del testo saranno quindi l'unica regola. Non vi è una "scuola" che unisce tra loro gli autori che qui verranno ogni mese per mettere in scena e dar voce alle proprie "ammirazioni": soltanto alcune affinità intellettuali, a cominciare dal fatto di riconoscersi maestri, di iscriversi in un contesto storico, di concepire una riflessione a riguardo e infine, di condividere una visione della Letteratura diversa da quella che sembra prevalere dai media. Olivier Rolin.

Martedì 14  novembre 2006 : 1° incontro
Olivier ROLIN invita André WILMS a leggere dei testi di Varlam CHALAMOV

Olivier Rolin
Olivier Rolin è nato nel 1947. Studia lettere classiche presso l'Ecole Normale Supérieure di Parigi, che presto abbandona per dedicarsi all'attivismo rivoluzionario. Dal 1968 al 1973, è membro della direzione del gruppo maoista « Gauche Prolétarienne », un'esperienza che ispirerà il romanzo Tigre en papier (2002). Alla fine degli anni '70, entra nell'editoria - è sempre membro del comitato di lettura delle Editions du Seuil. A partire dall'inizio degli anni '80, scrive come free lance per diversi giornali (Libération, Le Monde, Le Nouvel Observateur ecc.), dei reportage (Argentina, Pologna, Colombia, Libano, Afganistan, Egitto ecc.) e delle critiche letterarie. Il suo primo romanzo, Phénomène futur, esce nel 1983. Seguono altri sei romanzi, di cui Port-Soudan, che ottiene il Prix Femina nel 1984, diversi saggi, alcune cronache di viaggi. I suoi libri sono tradotti in diverse lingue (sono tuttavia poche le traduzioni italiane...). Rimane uno scrittore, pur essendo un po' editore, discretamente viaggiatore e anche marinaio, all'occorrenza.
Romanzi Phénomène futur, Seuil, 1983 ; Bar des flots noirs, Seuil, 1987 ; L'Invention du monde, Seuil, 1993 ; Port-Soudan, Seuil, 1994 ; Méroé, Seuil, 1998 ; Tigre en papier, Seuil, 2002 ; Suite à l'hôtel Crystal, Seuil, 2004 - Cronache di viaggi En Russie, Quai Voltaire, 1987 ; Mon galurin gris, Seuil, 1997 - Saggi etc. Paysages originels, Seuil, 1999 ; La Langue, Verdier, 2000.

"Ho scelto di leggere, con André Wilms, alcuni brani dei Racconti, perché questo è senza dubbio tra i libri più significativi riguardanti l'inferno dei campi di concentramento, è un libro aspro, scevro da ogni retorica, senza fioriture stilistiche e scritto dal confine estremo della umana esperienza. Sono nato a metà del ventesimo secolo, e se dovessi citare due scrittori che sono riusciti, con le parole, a esprimere la crudeltà estrema della storia di questo secolo, questi sarebbero Primo Levi e Varlam Chalamov."Olivier Rolin.

Varlam Chalamov
Varlam Chalamov è nato nel 1907 a Vologda. La sua famiglia cade in rovina, durante la Rivoluzione, in quanto suo padre esercita la funzione di pope. Studia giurisprudenza. Nel 1929, sarà arrestato per la prima volta per aver diffuso il testo conosciuto sotto il nome di « testamento di Lenin », nel quale quest'ultimo enunciava le proprie riserve su Stalin. È condannato a tre anni di lavori forzati nell'Ural. Di ritorno a Mosca nel 1932, comincia a scrivere. Sarà arrestato una seconda volta nel mese di gennaio del 1937, condannato a cinque anni di deportazione come KRTD (« attività contro-rivoluzionaria trotzkista », sigla che allora equivaleva a una sicura condanna a morte), e inviato nei terribili campi della Kolyma, all'estremo nord-est della Siberia. Prigioniero per tutta la durata della guerra, poi nuovamente condannato a altri dieci anni, per « propaganda anti-sovietica », viene ammesso nel 1947 alle funzioni di aiuto-medico, funzione che gli salva la vita. Alla fine del '51, finito di scontare la sua pena, sarà assegnato in residenza alla Kolyma, che lascerà solo nel mese di novembre del '53, dopo la morte di Stalin. Vi trascorre complessivamente diciassette anni. Di ritorno a Mosca, si lega, salvo litigarci poi, con Pasternak, Soljenitsyne, Nadejda Mandelstam, scrive poesie, e soprattutto i Racconti della Kolyma, un portentoso affresco del suo tempo, la cui stesura durerà lo stesso tempo della detenzione. Miserabile, e ormai cieco e sordo, sarà internato coatto in un ospedale psichiatrico, dove spirerà pochi giorni dopo, nel 1982.  

André Wilms
Come attore, André Wilms ha lavorato sotto la direzione di Klaus-Michael Grüber (Faust di Goethe, La Morte di Danton di Georg Büchner, Il Polo di Vladimir Nabokov), André Engel (Baal di Brecht, Aspettando Godot di Samuel Beckett, Hôtel Moderne di Kafka, La Nuit des chasseurs tratto da Woyzeck di Georg Büchner), Jean-Pierre Vincent (Il Palazzo di giustizia, Vichy Fiction, La Peste di Bernard Chartreux), Jean Jourdheuil e Jean-François Peyret (Paesaggio sotto sorveglianza di Heiner Müller, I Sonnetti di Shakespeare, Della natura delle cose di Lucrezio), Deborah Warner (La Casa delle Bambole) e Michel Deutsch (Imprecazioni II, IV).
Al cinema, ha recitato nei film di Aki Kaurismaki (Vita da bohème), Etienne Chatilliez, Michel Deville, François Dupeyron...
Con l'Atem, come attore, recita nel 1992, Frammenti (Hölderlin), e nel 1993 Ou bien le débarquement désastreux (Heiner Goebbels).
Con T&M, Max Black (Heiner Goebbels, 1998).
Dalla fine degli anni '80, André Wilms firma le proprie messe in scena a teatro e all'opera : così ha messo in scena La Conferenza degli uccelli di Michaël Levinas, Il Castello di Barba Blu di Bela Bartok, Il Castello dei Carpazzi di Philippe Hersant, Tollertopographie di Albert Ostermaier, La Filosofia nel boudoir del Marchese di Sade, Pulsion di F-X Kroetz, Le Nozze piccolo borghesi di Bertold Brecht, Kill your Ego, Vita da bohème secondo Henri Murger e Aki Kaurismaki, Giochi di famiglia di Biljana Srbljanovic, Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, Le Serve di Genet, Medea di Pascal Dusapin, sette opere brevi di Beckett da Francoforte a Monaco.
Ha messo in scena Alfred, Alfred di Franco Donatoni, Medeamaterial e Momo di Pascal Dusapin e Eraritjaritjaka di Heiner Goebbels che ha presentato agli Ateliers Berthier (Teatro dell'Odéon a Parigi) nell'ambito dell'ultimo Festival d'Autunno. Recentemente ha messo in scena Le Baccanti di Euripide alla Comédie Française. André Wilms ha vinto la borsa di Villa Medici fuori mura.

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